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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima

Montecarelli Pieve di San Galdino

Montecarelli Pieve di San Galdino

Montecarelli (Barberino di Mugello  FI)

MONTE CARELLI o MONTECARELLI in Val di Sieve. - Borghetto con sovrastante castellare, e chiesa parrocchiale (S. Michele) nel piviere di S. Gavino Adimari, Comunità Giurisdizione e circa miglia toscane 4 a settentrione di Barberino di Mugello, Diocesi e Compartimento di Firenze.
Risiede sulla cresta di un monte che scende nella direzione di settentrione e ostro dell'Appennino della Futa, o di Monte Fò, attraversato dal strada R. postale di Bologna che qua trova la terza posta da Firenze. Esso ha il torrente Stura a ponente e il Sorcella a levante.
Il borghetto di Montecarelli è lungo la strada postale, ma il castellare con la chiesa e poche altre case risiedono in un risalto del poggio a levante della via regia.
Questo Montecarelli è circa 940 braccia sopra il livello del mare, da 45 braccia sopra la strada postale. Esso fino dal secolo XI per lo meno apparteneva ai conti Alberti e ai loro autori. Avvegnachè oltre la donazione della così detta contea dello Stale sull'Appennino della Futa, fatta nel 1048 dal C. Guglielmo figlio del C. Lottario de'Cadolingi a favore de'Cistercensi della badia a Settimo, oltre un contratto del 2 settembre 1091, col quale il C. Uguccione figlio del suddetto C. Guglielmo acquistò da Bernardo del fu Tegrimo figlio di Uberto alcune terre poste nel luogo di S. Martino Adimari nella giurisdizione e corte di Montecarelli, potrei citare fra le carte della sunnominata badia una del 3 gennajo 1104 rogata nel luogo stesso di Montecarelli, con la quale il conte Ugo figlio del conte Uguccione per se, e per il C. Lottario suo fratello investì il priore del monastero di S. Salvatore di Valdibona (dello Stale), per conto e a nome della badia a Settimo, dell'annua rendita di quattro soldi d' argento dovuta in porci e pecore al suddetto conte dai nipoti di Giovanni di Guinigio. - Che poi nei secoli susseguenti la signoria di questo territorio tossasse ai conti Alberti,oltre quanto fu avvertito dagli Articoli BARBERINO DI MUGELLO Comunità, e MANGONA, lo conferma una pergamena della stessa provenienza in data del 18 aprile 1289. È uno istrumento di locazione di un podere posto in Valdibona (Stale) nel contado dei conti Alberti di Mangona, che a nome della badia a Settimo il suo abate diede a lavorare a un tale Venuto da Montecarelli con l'obbligo di pagare metà de'frutti che raccoglieva. - (ARCH. DIPL. FIOR. loc. cit.
Comecchè Montecarelli sino dal 30 agosto del 1330 si fosse sottomesso alla Repubblica Fiorentina pure i conti Alberti continuarono a signoreggiarvi fino dopo la metà del secolo XIV. Allora il castello i Montecareli era posseduto dal conte Tano del fu conte Azzolino degli Alamberti di Mangona, soggetto notissimo nella storia fiorentina per essere uno degli alleati dall'arcivescovo Giovanni Visconti di Milano, compreso nel trattato di Sarzana del 1353. Con tutto ciò essendosi egli mostrato anche dopo quella pace uno de'più accaniti nemici della repubblica fiorentina, fu da una mano dei soldati di questo vinto e preso nel suo castello di Monte Vigagni, e finalmente in Firenze nel dì 14 settembre del 1360 decapitato e quel castello smantellato. -(ERRATA: MATTEO VILLANI, Cronica Lib. II. c. 12.) - (MATTEO VILLANI, Cronica Lib. IX. c. 108). - Lo che avvenne dopo che i reggitori della repubblica con due provvisioni del 1351 e 1352 avevano dichiarato i conti di Montecarelli ribelli in perpetuo del Comune. (RIFORMAGIONI DI FIR.)
Contuttociò la Signoria di Firenze pochi anni dopo (nel 1382) fece pagare a Piero e Marco de'conti Alberti una somma per il recinto, terre, e case ed ogn' altro, già posseduto in Montecarelli dal conte Tano. (AMMIR. Stor. Fior. Lib. XIV).
Al prenominato conte Tano di Azzolino apparteneva anche il padronato della chiesa parrocchiale di Montecarelli, per modo che egli nel 1349 eleggeva il di lei rettore nella persona del prete Bonajuto del fu Giannozzo, che poco dopo da don Forese de'Medici pievano di S. Gavino Adimari fu confermato. -(BIBL. DEL SEMIN. FIOR. MS. dell'Ogna in aggiunta alla Descriz. Del Mugello del Brocchi).
Nel 13 novembre dell'anno 1360, cioè, due mesi dopo decapitato il conte Tano, fu approvata una provvisione della Signoria di Firenze, per la quale ad istanza del comune di Montecarelli fu inibito agli abitanti indigeni di alienare ai forestieri i beni compresi in quel territorio comunale, dichiarando che alcun ufiziale del comune di Mangona non dovesse d' allora in poi esercitare giurisdizione veruna in Montecarelli, e viceversa quelli di quest' ultimo paese non estendessero la giurisdizione loro sopra il Comune di Mangona. (ARCH. DIPL. FIOR. arte dell'Arch. Gen.)
Da Montecarelli prese il casato il cardinale diacono Gregorio del titolo di S. Giorgio al Vello d' oro; per opera del quale alla fine del secolo XII fu stabilito in Montecarelli un monastero di monache Benedettine sotto l'invocazione di S. Agnese, le quali vennero poi traslocate in quello di S. Lucia al Borgo di S. Lorenzo, e di là a Firenze per bolla del Ponteficie Onorio IV nell'asceterio di S. Maria ad Nives presso Porta S. Gallo.
Portava eziandio il distintivo da Montecarelli quel Neri che fu nel 1343 capitan generale e vicario della Repubblica Fiorentina nella provincia di Garfagnana, residente a Coreglia. - (ARCH. DIPL. FIOR. Carte dell'Arch. Gen.)
Dopo che restò terminata l'attuale strada R. postale di Bologna, e abbandonata quella antica del giogo di Scarperia, fu aperto in Montecarelli uno spedaletto per i pellegrini a forma del regolamento pubblicato dal consiglio di reggenza il 18 novembre 1751.
Nel distretto parrocchiale di Montecarelli è compresa la villa e tenuta di Erbaja della nobile famiglia Dini, nel cui suolo veggonsi piccole prominenze, o colli formati di rocce serpentinose emerse di mezzo a quelle sedimentarie del sovrastante Appennino.
Simili rocce incontransi pure nei campi situati a ponente di Montecarelli, e specialmente nel podere di Gualda. - Vedere ERBAJA presso MONTE CARELLI.
La parrocchia di S. Michele a Montecarelli nel 1351 contava 211 abitanti, nel 1745 ne aveva 254, e nel 1833 noverava 305 abitanti.