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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima
Scheda informativa: stazione postale di Radicofani (SI)

Stazione citata per la prima volta 1697 

Radicofani e la sua rocca in un disegno del secolo XVII


Didascalia: Radicofani e la sua rocca in un disegno del secolo XVII  2.

Data apertura:           prima citazione  1620                           Data chiusura: ultima citazione 1862 (Il riferimento è tratto dalla letteratura odeporica consultata ma se la località di “rede Goffo”, citata in una relazione sul servizio delle poste sforzesche  1, fosse, per assonanza fonetica, assimilabile al “Rè de Coffani” ricordato nelle settecentesche guide del veneziano Vidari, sarebbe la testimonianza di una presenza postale nella zona già nel XV secolo. Diciamo nella zona perché, più che nel borgo di Radicofani, pensiamo ad una collocazione più a valle, lungo il corso del torrente Paglia come sarebbe confermato dalla presenza della posta “Paglia” nel corso del Cinquecento. Nella relazione citata la località di “rede Goffo” è situata fra Buonconvento e Montefiascone a conferma della plausibilità delle due ipotesi avanzate.)

 

Itinerari di appartenenza


Tiroli: Viaggio da Roma a Firenze


In questo itinerario, tratto da Francesco Tiroli, La vera guida per chi viaggia in Italia …, Roma Giunchi 1775, appare la collocazione della stazione di Radicofani fra le località di Ricorsi e Ponte Centino, prima stazione di posta pontificia..

Gravier:Viaggio da Firenze a Roma


In questa cartina itineraria, tratta da Guida per il viaggio d’Italia in posta …, Genova Gravier 1793, vediamo la stazione di posta di Radicofani, ultima in territorio toscano, fra quelle di Ricorsi e Ponte Centino, in territorio pontificio.


Descrizione

Radicofani è un comune della provincia di Siena che conta 1.170 abitanti (dati 2010).

Situata sulla Via Cassia, è una bellissima località, ricca di monumenti e testimonianze storiche, in una zona di grandi attrattive turistiche. L’economia del paese si basa prevalentemente sull’agricoltura.


La posta-cavalli

Interessanti le considerazioni fatte sulla posta di “rede Goffo” [Radicofani?] nella citata relazione milanese: « Ala posta del rede Goffo il fameglio è malissimo a cavallo, et quello che serve per lo Boffino non è homo suffitiente per niente a servire né a cavallo né a pede ». Un giudizio veramente poco lusinghiero.
L’ultima posta dei cavalli in territorio toscano era, dalla fine del Cinquecento, quella sul valico di Radicofani, che fu per secoli lo spauracchio di tutti i viaggiatori che da Firenze andavano a Roma. L’imponente edificio, fatto costruire dai Medici nella seconda metà del XVI secolo, si può ammirare ancora oggi, con i due eleganti ordini di loggiati che costeggiano la strada, sostanzialmente immutato.

L’edificio della posta cavalli di Radicofani.


L’edificio della posta cavalli di Radicofani.


La porta d’accesso alle stalle.


La porta d’accesso alle stalle.


Prospetto della posta cavalli di Radicofani


Prospetto della posta cavalli di Radicofani  3.


Prospetto della posta cavalli di Radicofani


Pianta del piano terra della locanda e posta di Radicofani all’inizio dell’Ottocento  4.


La fonte fatta erigere nel 1603 da Ferdinando II de’ Medic


La fonte fatta erigere nel 1603 da Ferdinando II de’ Medici sul lato della strada opposto all’edificio della posta costruito dal 1582 al 1584, su progetto del Buontalenti.


Nel 1793 il postiere di Radicofani pagava un canone  annuo di lire 1.270  5.

 

Presso l’Archivio di Stato di Firenze sono conservate piante e disegni relativi alla stazione di posta di Radicofani datati 1790, 1823, 1825 e 1836  6.

 

Sulla strada Regia postale Romana fu avviata nel 1759 la variante di Radicofani al fine di evitare l’abitato.

Dopo Radicofani, la strada regia scendeva nella valle del Paglia con un tracciato molto più erto di quello attuale, che venne totalmente escluso, per una lunghezza di circa 12 chilometri, con i lavori che, iniziati prima dell’ultima guerra, si conclusero nel 1947. L’ultimo tratto salendo dalla parte di Roma, conosciuto come « le rampe di Radicofani », era considerato il più severo banco di prova per i concorrenti delle Mille Miglia.

Campagna sovrastante la Rocca


Nella foto, sovrastate dalla Rocca, si vedono alcune di queste rampe, che si possono risalire bene con una fuoristrada.


 

A valle di Radicofani si trovava l’Osteria della Novella, che fu in seguito casa colonica e scuola elementare, ancor oggi abitata ed in ottimo stato di conservazione, vicino alla quale è sempre al suo posto una pietra miliare che segna il miglio 85: siamo infatti a circa 140 chilometri da Firenze.

Radicofani   osteri Radicofani sentiero presso osteria


L’Osteria si trovava in un punto importante dell’antico percorso per Roma


Tavola schematica della “strada francigena maestra”


 

Tavola schematica della “strada francigena maestra” con i “tracciati alternativi” e “alcuni raccordi” nel tratto fra Torrenieri e Acquapendente  7 .



Tavola XVII dall’Atlante geografico fisico e storico del Granducato di Toscana  8.


 

Contesto territoriale

Dall’itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nelle cartine relative al Viaggio da Firenze a Volterra e al Viaggio da Firenze a Siena disegnate da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento.


Le stazioni di posta presenti all’epoca sull’itinerario sono contrassegnate dal simbolo :

simbolo

Giachi:Viaggio da Siena a Montefiascone


Viaggio da Siena a Monte Fiascone
(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4


 


Notizie storiche e artistiche

Di Radicofani parla ampiamente il Repetti nel suo Dizionario:
RADICOFANI fra la Val d'Orcia e la Val di Paglia. - Castello con Terra sottostante che siede sopra un monte omonimo, capoluogo di Comunità e di Giurisdizione, con pieve arcipretura (S. Pietro) nella Diocesi di Chiusi, Compartimento di Siena. Esiste la rocca sulla sommità del monte di Radicofani ad una elevatezza di 1558 braccia calcolata dalla cima del torrino della semidistrutta fortezza, la quale è posta a cavaliere della Terra, e questa al di sopra della strada regia romana, dove è una stazione postale con dogana di frontiera …

  scheda completa Repetti

Anche la letteratura odeporica non manca di fornire ragguagli sulla località. Nella sua guida il Miselli descrive al viaggiatore l’ingresso in Toscana:
« Al ponte à Centino, osteria posta nel Dominio de’ Signori Sforzi, ove fanno pagare gabella per le some, e cavalli, che si guidano à mano, v’è da passare il fiume Paglia pericoloso in tempo d’inverno, e si comincia poi à camminare per lo stato del Serenissimo Gran Duca di Toscana, nel quale si tengono benissimo accomodate tutte le strade. Quindi dopo cinque miglia di montagne si perviene al Castello di Radicofani fondato da Desiderio Rè de Longobardi, ò come altri vogliono, da Federico primo. Nella cima d’un’altissimo monte v’è una Fortezza molto considerabile, e sicura, & à piepi [piedi] pieno ogni cosa di pietre; dalle quali scaturiva una vena d’acqua perfettissima, condotta sulla strada medesima per benefizio de’ passeggieri, i quali però si compiacciono più di trovar d’ogni tempo nell’osteria vini bianchi, e rossi di Monte Pulciano » (Giuseppe Miselli, Il burattino veridico .., Venezia 1697 p.202).

La zona di Radicofani viene così descritta nell’edizione settecentesca della guida dello Scotto
« Per  questa strada si camina alle radici de’ monti, sopra i quali è posto Radicofani, che è l’ultima Piazza del Gran Duca, la quale avendola Cosimo I. acquistata dalla Chiesa, la fece fortificare, secondo l’uso di quei tempi: Vogliono, che Desiderio Re de’ Longobardi fabbricasse ivi il primo, forte rocca, altri l’attribuiscono a Federigo I. Imperatore; chiamandosi altre volte Castel S. Pietro, distante ora 7.  miglia dallo Stato Ecclesiastico, e 35. da Siena ».
Su Radicofani lo Scotto ritorna parlando della strada più utilizzata per entrare nello Stato della Chiesa
« ma la strada più comune è quella di Radicofani Fortezza del Gran Duca, alle radici del Montemiata, celebre per la gran copia di Grana, che vi si raccoglie per tingere lo scarlatto. Questa Fortezza nell’anno 1735.  patì un’Incendio, che molto la danneggiò, ma adesso si và restaurando » (Francesco Scotto, Itinerario d’Italia, Roma 1747 p. 206 e 213-214).

Nella seconda metà del XVIII secolo si citava che
« In questa posta, come ultima della Toscana, perlopiù li Signori si fermano, massimamente in tempo d’Inverno, non trovandosi miglior comodo di questa Locanda fino a Viterbo » (Domenico Boccolari, Nuova descrizione di tutte  …, Lucca Benedini 1784 a p. 161).

Testo ripreso con varianti di punteggiatura nell’edizione anonima della stessa guida ad opera dell’editore Pagani di Firenze nel 1785
« In questa posta, come ultima della Toscana perlopiù i Signori si fermano, massimamente in tempo d’inverno, non trovandosi miglior comodo di questa Locanda fino a Viterbo » (Nuova descrizione di tutte  …, Firenze Pagani 1785 a p. 87).

Anche una guida di qualche anno dopo ricordava che Radicofani era
« Ultima Posta della Toscana, e’l miglior sito per fermarsi » (Nuova esatissima descrizione …, Venezia Ribboni 1792, a p.41).

 

Ben poche le notizie nella letteratura odeporica. “Il Burattino veridico”, la guida redatta dal corriere Giuseppe Miselli, porta un riferimento al castello di Radicofani
« che hà perduta quasi affatto la fama del suo tabacco, ma mantiene il credito di comoda osteria con buoni cavalli » (Giuseppe Miselli, Il burattino veridico .., Venezia 1697 p. 204).

Località sede di ufficio postalettere

Nello stesso edificio della posta cavalli era ospitato anche l’ufficio della posta lettere dove veniva effettuato lo scambio dei dispacci e la consegna delle lettere.

Ingresso Postalettere


L’uffizio postale era situato a piano terra, nell’ala destra dell’edificio, dove esistevano due finestre con inferriata per il ritiro o la consegna delle lettere (i regolamenti dell’epoca vietavano al pubblico l’ingresso nell’ufficio). Al disopra della porta è ancora visibile la traccia dell’insegna in ghisa della posta lettere. Nel muro a sinistra della porta d’ingresso dell’ufficio postale vi è una nicchia con un’immagine sacra che in origine probabilmente conteneva la buca per le lettere.


Finestra con apertura per ritiro o consegna lettere


Notare la speciale apertura nell’inferriata, in basso: probabilmente dietro l’inferriata esisteva una rete di protezione, questo spiegherebbe l’apertura al centro per il passaggio della posta.


Dotazioni

Dalla documentazione di fine sec. XVIII risulta che il postiere doveva tenere per il servizio 12 cavalli da tiro e 2 cavalli da sella  9.

Postieri ossia Mastri di posta

Domenico Contini (e discendenti), dal 1655
Francesco Contini, fino al 1755
Bartolomeo Costantini, dal 1755
Giuseppe Costantini, figlio di Bartolomeo, fino al 1793
Francesco Minutelli, dal 1793 al 1798
Alessandro Minutelli, dal 1798
Giovacchino Cantucci, già subaffittuario del Minutelli, fino al 1840
Celso Madioni, dal 1840 ai primi di gennaio 1863

 

Aneddoti

È da ricordare la sosta del papa Pio VII alla posta di Radicofani durante il suo forzato trasferimento in Francia in conseguenza degli insanabili contrasti con Napoleone. Il pontefice fu arrestato la notte del 5 luglio 1809 nel palazzo del Quirinale ed immediatamente avviato al Nord. La sera del 6 giunse febbricitante a Radicofani dove passò la notte per ripartire poi all’alba del giorno successivo per Firenze, sempre in stato di detenzione.
In ricordo delle soste del pontefice a Radicofani (la prima, per la notte del 3 novembre 1804, durante il viaggio in Francia per l’investitura a imperatore di Napoleone nella cattedrale di Notre Dame) il postiere Celso Madioni, nel 1853, fece apporre una lapide con la seguente epigrafe:

QUI
IL SOMMO PONTEFICE
PIO VII
SI RIPOSO’ LA NOTTE DEL III NOVEMBRE MDCCCIV
ED IL VI LUGLIO MDCCCIX A ORE XIX ITALIANE
GIUNTO DA ROMA CON LEGGERA FEBBRE
FU OSPITE EGUALMENTE
FINO ALL’ALBA SUCCESSIVA DEL VII
COSTRETTO AL VIAGGIO PER FIRENZE
_______
QUESTA PIETRA A MEMORIA DI CIO’
ED A CURA DELLA FAMIGLIA MADIONI
L’ANNO MDCCCLIII
PONEVASI

INSERIRE FOTO LAPIDE DALLA CARTELLA RADICOFANI_2 CON LA DIDASCALIA: Lapide murata in un corridoio accanto alla porta della camera che aveva ospitato papa Pio VII.

Lapide murata in un corridoio accanto alla porta della camera che aveva ospitato papa Pio VII.


Lapide murata in un corridoio accanto alla porta della camera che aveva ospitato papa Pio VII.


 

 

Sull’attività della stazione di posta di Radicofani è consultabile documentazione archivistica di varia natura reperita presso l’Archivio di Stato di Siena.


vedi scheda in formato pdf

Note:


1 ASMi, Fondo Sforzesco, Potenze Estere, Napoli, 210, cc.32-34, citato in Francesco Senatore, Uno mundo de carta : forme e strutture della diplomazia sforzesca, Napoli 1998, a pp. 437-440.

2 Daniele Sterpos, Comunicazioni stradali attraverso i tempi. Firenze - Roma. Roma 1964, a p. 154.

3 Idem, a p.223.

4 Idem, a p. 213.


5 ASFi, Direzione Generale delle Poste (1709-1808), filza 97, Sussidi e canoni governativi per le poste (v. Scarso, op. cit., p. 109).

6 ASFi, Fondo Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, Fabbriche Lorenesi 1781-1790 (2007, 39, 1790, 54) in 1821-1825 (2087, 111.2, 1823, 25) e (2098 I, 117.2, 1825, 48) e in 1836-1840 (2148, 118, 1836, 118).

7 Da una tavola in Mario Bezzini, Strada Francigena-Romea, Siena 1996.

8 Attilio Zuccagni Orlandini, Atlante geografico fisico e storico del Granducato di Toscana, Firenze 1832.

9 ASFi, DGP 1709-1808, filza 88, c. 65.