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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima
Scheda informativa: stazione postale di Prato

Stazione citata per la prima volta 1735     

Prato: Veduta di Prato nei primi decenni dell’Ottocento.

Prato: Veduta di Prato nei primi decenni dell’Ottocento.

Data apertura prima citazione 1735, deducibile dalle tariffe per “cambiature” dello stesso anno
Data chiusura ultima citazione 1851 ma chiusa nel secondo semestre del 1852

Itinerari di appartenenza


Tiroli: Viaggio da Firenze a Pisa per Lucca - da Siena a Pisa - da Firenze a Livorno


In questo itinerario, tratto da Francesco Tiroli, La vera guida per chi viaggia in Italia …, Roma Giunchi 1775, appare la collocazione della stazione di Prato fra le località di Campi e Pistoia. All’epoca non venne qui riportato il tracciato Firenze - Pistoia, via Poggio a Caiano, attivo ancora ai primi dell’Ottocento.

Gravier: Viaggioda Firenze a Pisa


In questa cartina itineraria, tratta da Guida per il viaggio d’Italia in posta …, Genova Gravier 1793, vediamo la stazione di posta di Prato fra quelle di Firenze e Pistoia. Viene qui indicato il percorso via Sesto invece di via Campi, come invece  riscontrato in numerosi documenti ufficiali.


Tofani:Viaggio da Firenze a Modena e Bologna



Da questo particolare di una carta postale del 1844 vediamo come l’itinerario Firenze – Pistoia, via Poggio a Caiano, non fosse più considerato tracciato postale .1.


 

Descrizione

Prato oggi è una città con circa 190mila abitanti, capoluogo di provincia dal 1992. È la seconda città della Toscana e la terza dell’Italia Centrale dopo Roma e Firenze. La sua maggiore vocazione è quella industriale manifatturiera tessile che, partendo dal medioevo, non si è mai interrotta. Ha ricevuto un considerevole sviluppo nell’800 tanto da approdare, nella seconda metà del XX secolo, al grande e suggestivo mondo della moda dilatandolo al settore della maglieria. «Il distretto della moda comprende, storicamente, non solo i sette Comuni che compongono la sua Provincia, ma anche 3 Comuni nella provincia di Pistoia e 2 Comuni nella Provincia di Firenze». È presente inoltre l’industria meccanica, chimica, tipografica e, dagli ultimi decenni del ‘900, anche quella alimentare. Ciò ha favorito un notevole sviluppo socio economico e, per questo, si trova al centro di un distretto che oltrepassa i confini della sua provincia, racchiusa in soli 365 Km2 ma con 246.034 abitanti (2009). È città ragguardevole tanto da potersi definire «Città d’arte e d’industria». Accanto ai notevoli sedimenti della sua storia – custoditi nei suoi palazzi, nelle sue chiese, nei suoi musei, nelle necropoli etrusche di Comeana e d’Artimino, nella «Città etrusca» di Gonfienti, recentemente scoperta – la sua vocazione culturale al nuovo si esprime nel Centro per l’Arte contemporanea “Luigi Pecci” che si propone per la ricerca e la produzione artistica a livello internazionale.
In considerazione del fatto che «la città di Prato, sia per le sue attività industriali e commerciali che per il numero degli abitanti, ha avuto tali sviluppi da esigere una propria amministrazione» ecclesiastica autonoma, nel 1954 papa Pio XII separò, senza modificarne i confini, la diocesi di Prato da quella di Pistoia – alla quale era unita fin dal 1653 in persona episcopi – e nominò mons. Pietro Fiordelli primo vescovo residenziale.

Il panorama di Prato visto dai colli della Calvana.

Il panorama di Prato visto dai colli della Calvana.


La posta-cavalli

Solo dall’inizio del Settecento si hanno notizie sull’esistenza di una stazione di posta cavalli a Prato. Infatti, per i secoli XVI e XVII l’itinerario Firenze – Pistoia passava da Poggio a Caiano. Da una tariffa granducale è stato possibile dedurre l’esistenza di un cambio dei cavalli a Prato già nel 1735 2 mentre una citazione ufficiale di questa stazione la troviamo nel Regolamento universale del 1746  3. Quest’ultimo segnala la posta cavalli di Prato sull’itinerario da Firenze a Pistoia, come alternativo a quello che transitava da Poggio a Caiano. Entrambi gli itinerari erano considerati “postali”. Non è stato finora possibile trovare la data ufficiale di istituzione. È ipotizzabile che l’apertura della stazione di Prato abbia coinciso con la chiusura di quella del Poggio a Caiano, anche se questa resta al momento solo un ipotesi.
Non abbiamo ancora trovato documentazione che permetta di individuare la dislocazione della posta cavalli nel Settecento mentre per il secolo XIX è stato possibile reperire notizie dettagliate  4.
Negli anni tra il 1820 ed il 1830 la famiglia Nistri realizzò, con la ristrutturazione di un insieme di edifici preesistenti, la costruzione dell’omonimo palazzo che ospitò la stazione di posta cavalli. Il progetto della facciata, di forme neocinquecentesche, è stato attribuito al pratese Giuseppe Valentini.

*** INSERIRE SCANSIONE DEL DIPINTO XVII SECOLO PIAZZA DUOMO PRIMA DELLA COSTRUZIONE DI PALAZZO NISTRI IN CARTELLA PRATO   (da fare)
Didascalia. Piazza della Cattedrale in un dipinto del XVII secolo: gli edifici sulla destra rappresentano la situazione precedente la costruzione del Palazzo Nistri. Si noti l’antico Oratorio di S.Giovanni, che era situato in angolo con il vicolo dell’Opera, ed era stato costruito agli inizi del XIV secolo, dopo la demolizione del battistero di S. Giovanni Rotondo.

Mappa delle particelle numeriche, particelle con la Piazza della Cattedrale

Mappa delle particelle numeriche, particelle con la Piazza della Cattedrale 5 .

 


 

INSERIRE LE FIG 15 E 16 CHE MOSTRANO IL PIANO TERRA ED IL PRIMO PIANO DOPO IL 1820 (DA ESTRARRE DALL’ARTICOLO SERRA E METTERE NELLA CARTELLA PRATO)

Anche in questo caso, la data approssimativa d’istituzione della “condotta” Nistri è deducibile dall’esame della documentazione archivistica. Infatti, mentre abbiamo reperito il contratto di appalto della stazione di posta stipulato nel 1842  6, vediamo che già dieci anni prima, nel 1832  7, la gestione era affidata ai Nistri e, addirittura, se dovessimo dar credito all’anzianità di servizio rivendicata da un postiglione, si potrebbe anticipare la data al 1822 (ma questa resta solo un ipotesi, in quanto questi avrebbe potuto iniziare l’attività alle dipendenze di un precedente postiere).

Contratto di appalto della condotta delle Poste (1842).

Contratto di appalto della condotta delle Poste (1842).


 

La condotta fu concessa dal Soprintendente Generale delle Poste,Giuseppe Pistoj per un sussidio annuo a favore del Nistri di lire 1.300, da versare in due rate semestrali, e lire 210 per affitto dei locali, in tutto lire 1.510. L’importo del sussidio stabilito dalla Soprintendenza poteva variare secondo gli incrementi di produttività della stazione: negli anni 1849 e 1850 lo vediamo ridotto a lire 1.000 8.
Al mastro di posta veniva anche riconosciuta la facoltà di far le “vetture” (cavalli e veicoli dati “a vettura” per tempo o viaggio determinato) 9 ], nonché di stabilire, in unione agli altri Postieri [del relativo stradale], diligenze ordinarie [periodiche] e straordinarie, come un articolo di sua privata speculazione, sempre che ovviamente non ne soffrisse il servizio pubblico sia dei Corrieri e Staffette che dei particolari che viaggiassero in posta. I proventi delle staffette non erano indifferenti; dal Registro dei Postieri vediamo che nel 1849 la condotta Nistri fu accreditata di ben 5.355 lire per Staffette (forse un anno eccezionale), di lire 1.420 per Corrieri ordinari e 736 per il Servigio dell’I[mperiali] R[egie] Truppe e Corrieri Austriaci. A questi proventi si aggiungevano l’importo del sussidio (1.300) e della pigione dei locali (210)  10.

Nella seconda metà del Settecento la stazione di posta cavalli di Prato distava da Firenze 1½ poste pari a 11 miglia di strada piana e dalla stazione di Pistoia 1½ poste per 10,5 miglia di strada piana 11 .
Da una guida del Dutens, edita a Londra nel 1777, vediamo l’indicazione della distanza fra Firenze a Prato fornita in miglia inglesi: 8 e 4 ottavi di miglio. Più interessante è l’indicazione della durata del viaggio: 2 ore e 5 minuti su strada 12 . Due ore secondo un’altra guida napoletana 13 , un supposto plagio della precedente.

Con la costruzione della strada ferrata “Maria Antonia” (il tronco Firenze-Prato fu aperto il 3 febbraio 1848) doveva iniziare il graduale abbandono del servizio della posta-cavalli ma in realtà la prima conseguenza fu che dal 1849 i contratti di appalto divennero annuali anziché triennali e fu ridotto il numero dei cavalli della stazione: nel dicembre 1850 le poste granducali dettero il parere di mantenere la stazione di Prato fino al completamento della ferrovia fino a Lucca  14. La stazione postale di Prato fu appunto chiusa nel secondo semestre del 1852.
L’edificio mantenne la sua destinazione alberghiera: alla fine dell’Ottocento vi ebbe sede il “Ristorante ed Albergo Contrucci” divenuto ai primi del Novecento, per passaggio ad un nipote, “Hotel Restaurant G. Caciotti” infine, sempre nei primi anni del secolo XX, aggiunse la denominazione di “Albergo Stella d’Italia” per mantenerla, sempre sotto la gestione della famiglia Caciotti, fino alla definitiva chiusura nel 2002.  ????
Il palazzo, divenuto Vestri per passaggio di proprietà, dal 2004 è affittato, con possibilità di riscatto. alla Provincia di Prato che, dopo un accurato restauro, vi ha insediato l’Assessorato al Turismo.

 

1 Daniele Sterpos, Comunicazioni stradali attraverso i tempi. Bologna – Firenze. Roma 1961, a p. 199.

2 ASFi, Direzione delle Poste 1709-1814, b. XIV, f. unico segnato col n. 8, Tariffa da osservarsi per il pagamento delle Poste di S.A.R. di Toscana per le Strade da Firenze a Pistoja, e sino a Lucca per le cambiature, corrieri, staffette, vetture e benandate a i Postiglioni, a tenore degli Ordini, Leggi, e consuetudini; rinnovata di Comandamento di S.A.R. il Serenissimo Gran Duca Gio: Gastone I del dì 20 Gennajo 1734 ab Incarnat. [= 1735], Firenze, nella Stamperia di S.A.R. Per G. Tartini e S. Franchi, 1735.

3 Regolamento Universale da osservarsi da’ corrieri, procacci, postieri, vetturini ec. pubblicato sotto dì XVI giugno MDCCXLVI. E ristampato [con aggiunte nel 1752 e 1757] l’Anno 1762, Firenze, nella Stamperia Imperiale, 1762

4 Cfr. Armando Serra, La stazione postale di Prato (1735-1852), di prossima pubblicazione in « Archivio per la storia postale. Comunicazioni e Società », dal quale sono state tratte gran parte delle notizie presenti in questa scheda.

5 ASFi, Catasto Generale Toscano, Comunità di Prato, Sezione D: Quartiere Inghirami, f. unico, 1835 ca.).

6 ASFi, Soprintendenza Gen. Poste 1814-1860, b. 248, Scrittura privata 22 novembre 1842 tra il Soprintendente Generale alle Poste del Granducato di Toscana e Lorenzo del fu Giuseppe Nistri.

7 Data di una vertenza fra Padre (Giuseppe) e figlio (Lorenzo) ricordata in un repertorio relativo ad eventi di stazioni postali toscane, vedi ASFi, Sopr. Gen. Poste1814-1860, b. 317, «Postieri e postiglioni Anno 1825», p. «P/1832».

8 ASFi, Sopr. Gen. Poste 1814-1860, Registro «Postieri», b. 258.

9 Cfr. Armando Serra, Ferrari e vetturini a Roma dal Rinascimento all’Ottocento, Roma, Ist. Naz. di Studi Romani, 1981 p. 259

10 ASFi, Sopr. Gen. Poste 1814-1860, b. 258, registro «Postieri», conto 19.

11 ASFi, Segr. Finanze, ant. 1788, filza 643, c.n.n. Descrizione delle poste nel Granducato di Toscana, coll’indicazione delle distanze, che …..

12 M.L. Dutens, Itinéraire des Routes les plus fréquentées ou Journal d’un Voyage aux Villes principales de l’Europe, En 1768, 1769, 1770, et 1771, Londres, chez A. Dury, D. Court, St. Martin’s Lane, 17772, p. 149.

13 Itinerario ossia Giornale di un viaggio per le principali Città dell’Italia, ed alcune della Francia, e dell’Inghilterra, Napoli, V. Mazzola-Vocoli, 1786, p. 46

14 ASFi, Dipartimento RR. Poste a Ministero Finanze, 19 dicembre 1850, in Sergio Chieppi, La Toscana in diligenza. Posta dei Cavalli. Posta delle lettere. Secoli XVII-XIX, Firenze 1993, pp. 77-79.

Prato: L’albergo ai primi del Novecento in una cartolina illustrata..

Prato: L’albergo ai primi del Novecento in una cartolina illustrata.

In questa foto, ripresa in occasione della festa dell’Ascensione del 1910, vediamo l’aggiunta della nuova denominazione “Stella d’Italia”.

In questa foto, ripresa in occasione della festa dell’Ascensione del 1910, vediamo l’aggiunta della nuova denominazione “Stella d’Italia”.


La foto mostra il Palazzo Vestri alla fine del 2004, prima dell’inizio dei restauri.

La foto mostra il Palazzo Vestri alla fine del 2004, prima dell’inizio dei restauri.


 

Contesto territoriale

Da ogni itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nella cartina relativa al Viaggio da Pisa a Firenze per la parte di Lucca e Pistoia disegnata da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento.

simbolo


Viaggio da Pisa a Firenze per la parte di Lucca e Pistoia
(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4


Notizie storiche e artistiche

Il Dizionario di Emanuele Repetti fornisce queste notizie di Prato prima della metà del sec. XIX:
PRATO nella Valle del Bisenzio. - Città nobile, industriosa e bella, già Terra cospicua, con insigne collegiata sotto il titolo de' SS. Stefano e Lorenzo, fatta cattedrale sotto il vescovo di Pistoja, capoluogo di Comunità e di Giurisdizione nel Compartimento di Firenze. Giace sulla riva destra del fiume Bisenzio, in amena, fertile e irrigata pianura, a 110 braccia sopra il livello del mare Mediterraneo, fra il grado 28°46' di longitudine e il 43°55' di latitudine, circa mezzo miglio toscano a libeccio della base del Monte Calvana e due a scirocco del Monte Ferrato, 10 in 11 miglia toscane a maestrale di Firenze, quasi 10 miglia toscane a levante di Pistoja, 4 a settentrione del Poggio a Cajano, e 7 del Castello di Signa nella stessa direzione. Se l'origine di questa città fosse quella raccontata dal Malespini e dal Villani, che la dissero fondata …

(vedere scheda completa)

Anche la letteratura odeporica ha avuto modo di citare questa città. Una guida stampata nel 1550 per i pellegrini ricorda
« Prato castello, miglia. 10. lontano da Firenze, dove nella chiesa principale si vede la cintura che fu de nostra Signora » (Itinerario o vero viaggio …, Vinegia Bindoni 1550 a p. 13v)

A metà del secolo XVIII troviamo questa descrizione in una ristampa postuma e probabilmente rimaneggiata di una guida edita in latino ad inizio Seicento:
« Scesi al piano vedesi la vaga Città di Prato, annoverata una volta tra i primi quattro Castelli d’Italia. Nella cattedrale si conserva la Cinta dell’Abito della Vergine Santissima con gran culto: Essendo la Chiesa servita da numeroso Clero, è unita alla Diocesi di Pistoja. Vi è ancora altre belle Chiese nella Città, e fuori, ed un maestoso Collegio de’ PP Gesuiti. Più oltre presso l’Apennino si vede Monte Murlo, luogo di Casa Tempi, assai rinomato per la battaglia data a’ fuorusciti di Firenze, e a Piero Strozzi, restato prigioniere d’Alessandro Vitelli, Capitano di Cosimo de’ Medici, per la qual vittoria esso venne a stabilire il suo Principato » (Francesco Scotto, Itinerario d’Italia, Roma 1747 pp. 177-178).

Anche una guida di viaggio inglese ci offre una citazione della città certo più che influenzata dalla più antica guida dello Scotto:
« … the little town of Prato, formerly one of the four principal boroughs of Italy. It is a most delightful place, situated on the river Bisenzio, in a fruitful plain. The great church is a handsome building enriched with many fine paintings carvings. Here are some other good churches, and a magnificent college of Jesuits » (Thomas Nugent, The Grand Tour …, London 1778, p. 345).

Domenico Boccolari nella sua guida edita a Lucca nel 1784 ci fornisce questa descrizione di Prato
« Questa città fra le più antiche di Toscana ha un Vescovo che risiede in Pistoia. Si vedono in essa delle belle Chiese, e specialmente la Cattedrale, la Madonna delle Carceri, S. Domenico, ed in prospettiva la Chiesa delle Monache di S. Vincenzio Ferrerio tutta pitturata, e messa a oro, vi sono due Piazze; il Palazzo della Città, un piccolo Castello, ed un Teatro, con altre cose riguardevoli » (Domenico Boccolari, Nuova descrizione di tutte  …, Lucca Benedini 1784 a p. 177).

Testo ricopiato, con poche varianti, in una guida anonima edita l’anno successivo da Pagani di Firenze
« Questa città, che è fra le più antiche di Toscana ha un Vescovo che risiede in Pistoia. Si vedono in essa delle belle Chiese, e specialmente la Cattedrale, la Madonna delle Carceri, S. Domenico, ed in prospettiva la Chiesa delle Monache di S. Vincenzio Ferrerio tutta dipinta, e nessa a oro, ed un Collegio; vi sono due piazze; il palazzo della città, un piccolo Castello, ed il Teatro, con altre cose riguardevoli » (Nuova descrizione di tutte  …, Firenze Pagani 1785 a p. 100).

Più riduttiva la descrizione della guida del Ribboni che dedica a Prato alcune righe:
« ha Vescovo che risiede a Pistoia ed è suffrag. di Firenze. Bella è la Cattedrale, la Vergine delle prigioni, la Chiesa di S. Domenico, e quella delle Monache di S. Vic. Ferreri. Vi sono due Piazze, il Palazzo della Città, un Castelluccio, e un Teatro ». (Nuova esatissima descrizione …, Venezia Ribboni 1792, a p. 44).

Località sede di ufficio postalettere

 

 

Dotazioni

Dalla documentazione di fine secolo XVIII risulta che il postiere doveva tenere per il servizio postale 8 cavalli da tiro e 1 cavallo da sella  15. Immutato il numero dei cavalli in dotazione nel 1842, come evidenzia il contratto d’appalto della condotta, dove vediamo indicato anche l’obbligo di tenere un « barroccino con molle per uso delle staffette » e « che la taberna postale sia convenientemente provveduta », ossia il servizio di locanda per i viaggiatori 16 . Non conosciamo al momento l’entità della riduzione apportata al numero dei cavalli dopo l’apertura del primo tratto ferroviario della “Maria Antonia”.
Riguardo alla forza lavoro della stazione “ippopostale”, vediamo prestar servizio, oltre al postiere, cinque postiglioni (nel 1849), successivamente ridotti a quattro, ed uno stalliere.

15 ASFi, DGP 1709-1808, filza 88, c. 65.

16 Vedi nota 7.

 

Postieri ossia Mastri di posta

Giuseppe Nistri (?)
Lorenzo Nistri (1842-1852)



Copertina del registro del Dare e Avere dei “Postieri”, anni 1849-1850.

 

 


Aneddoti