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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima

Stazione citata per la prima volta 1562 

Data apertura           prima citazione  1562                           Data chiusura ultima citazione 1851

Itinerari di appartenenza


Vallardi :Viaggio da Firenze a Livorno e a Genova


Questo itinerario, tratto da Joseph Vallardi, Itinéraire d’Italie ou description des …, Milan Vallardi 1828, mostra il Viaggio da Firenze a Livorno e a Genova. Nel disegno si individua anche il tracciato della strada da Sarzana per Parma, che ricalcava il percorso della vecchia Via Francigena. Si può notare che le località sulla strada della Cisa non hanno il segno che contraddistingue le sedi della posta cavalli. Questo, assieme ad altri indizi, conferma che la carta fu disegnata nel secolo precedente: infatti, segnala sedi di posta non più in funzione, come quella di Massarosa sostituita ai primi dell’Ottocento da quella di Montramito. Incidere una nuova lastra era evidentemente un’operazione più costosa che l’editore cercava di evitare limitandosi ad aggiornare i testi.


Descrizione

Passò sotto il dominio mediceo nel 1650.


La posta-cavalli

Non è stato ancora possibile individuare la sede (o le sedi) della posta cavalli.
Alla fine del Settecento troviamo la stazione di posta localizzata presso il “Borgo della Nunziata”, sobborgo meridionale di Pontremoli sorto attorno alla Chiesa della Santissima Annunziata, costruita nel Quattrocento per ricordare un’apparizione della Vergine. In una carta dell’Archivio Lorena di Praga, dedicata alle poste granducali e databile fra la Restaurazione e il 1830, vediamo indicato Pontremoli come stazione di posta cavalli ad uso delle staffette (ricordiamo che la strada non era rotabile).
 

Contesto territoriale

Dall’itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nella cartina relativa al Viaggio da Pontremoli a Pisa disegnata da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento.
Le stazioni di posta presenti all’epoca sull’itinerario sono contrassegnate dal simbolo:

simbolo

Giachi:Viaggio da Pontremoli a Pisa


Viaggio da Pontremoli a Pisa
(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4

 


Notizie storiche e artistiche

Un’ampia descrizione di Pontremoli e dell’evoluzione di quella strada viene fornita dal Dizionario del Repetti, di cui riportiamo un breve stralcio:
PONTREMOLI (Pons Tremulus e pontremulus) in Val di Magra. Città nobile, già borgo cospicuo con sovrastante castello e chiesa collegiata, che fu nella Diocesi di Luni-Sarzana, ora cattedrale e residenza di un vescovo suffraganeo del Metropolitano di Pisa, capoluogo di Comunità, con tribunale di Prima istanza ed un commissario regio, nel Compartimento di Pisa ..

scheda completa Repetti

Una guida di viaggio a darci notizie della Lunigiana è quella dello Scotto
« Ma prendendo noi il camino [da Pietrasanta] per la Lunigiana, dove sono le buone terre di Seravezza, celebre per i marmi mischi, e Fivizzano: Vi sono molti feudi dell’antichissima Famiglia de’ Malaspina, tra’ quali ha il primo luogo quello di Fosdinovo, Mullazzo, Laulla, celebre per l’assedio de’ Spagnoli seguito nel 1733. Godono questi Signori i loro Feudi con titolo di Marchesato da grandissimo tempo avendovi libera Giurisdizione. Salendo poi nelle Montagne si arriva a Pontremoli, grossà terra, e fortezza, comprata da i Gran Duchi di Toscana dalli Spagnoli; confina questa con il Marchesato di Filatiera nella Garfagnana, Paese assai popolato, di pertinenza parte del Duca di Modena, e parte de’ Lucchesi, e del Duca di Parma; dove scesi per strade appena calessabili, e passato il detto Ducato s’entra nel Milanese » (Francesco Scotto, Itinerario d’Italia, Roma 1747 pp. 256-257).

 

Località sede di ufficio postalettere

La distribuzione delle lettere nel centro di Pontremoli fu affidata ad
Antonio Alberini e al figlio Innocenzo dal 1711 ? al 1741
e poi passata nel 1741 a
Francesco Restori, figlio di Pietro, di Borgo della Nunziata, mastro della posta cavalli 

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Dotazioni

Dalla documentazione di fine sec. XVIII risulta che il postiere doveva tenere per il servizio solo 2 cavalli da sella in quanto la strada non era carrozzabile 

ASFi, DGP 1709-1808, filza 88, c. 65.

Postieri ossia Mastri di posta

Pietro Ristori (o Restori) dal 1734

contratto appalto posta cavalli 1 pagina 11 KB


Aneddoti