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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima
Scheda informativa: stazione postale di Pistoia (PT)

Stazione citata per la prima volta 1562     

Pistoia: Piazza del Duomo con il Battistero e il palazzo Pretorio.

Pistoia: Piazza  del Duomo con il Battistero e il palazzo Pretorio.

Data apertura           prima citazione  1562                             Data chiusura ultima citazione 1851

Itinerari di appartenenza


Tiroli: Viaggio da Firenze a Pisa per Lucca - da Siena a Pisa - da Firenze a Livorno


In questo itinerario, tratto da Francesco Tiroli, La vera guida per chi viaggia in Italia …, Roma Giunchi 1775, appare la collocazione della località di Pistoia, all’epoca non ancora sede di una stazione di posta cavalli, fra le località di Borgo a Buggiano e Montecarlo.

Gravier: Viaggioda Firenze a Pisa


In questa cartina itineraria, tratta da Guida per il viaggio d’Italia in posta …, Genova Gravier 1793, vediamo la stazione di posta di Pistoia fra quelle di Prato e Borgo a Buggiano.


Tofani:Viaggio da Firenze a Modena e Bologna



In questo itinerario, tratto da Itinéraire d’Italie  qui contient la description …, Florence Tofani 1801, appare Pistoia quale capolinea della nuova via Modenese.



 

Descrizione

 

 

La posta-cavalli

Non è stato ancora possibile individuare la dislocazione della stazione di posta.

Nella seconda metà del Settecento la stazione di posta di Pistoia distava da Prato 1½ poste pari a 10,5 miglia di strada piana e dalla stazione delle Piastre, sulla nuova strada modenese, 1 posta per 8,5 miglia di cui 2,5 di strada piana e il restante in salita. Allo stesso tempo, per quanto riguarda la strada lucchese, Pistoia distava dalla stazione di Borgo a Buggiano 1½ poste pari a 10,5 miglia di strada pianeggiante, salvo la salita per il superamento di Serravalle  1.

Con la costruzione della strada ferrata “Maria Antonia” (il tronco Prato-Pistoia fu aperto il 12 luglio 1848) doveva iniziare il graduale abbandono del servizio della posta-cavalli ma in realtà la prima conseguenza fu che dal 1849 i contratti di appalto divennero annuali anziché triennali e fu ridotto il numero dei cavalli della stazione: nel dicembre 1850 le poste granducali dettero il parere di mantenere la stazione di Pistoia fino al completamento della ferrovia fino a Lucca. Il collegamento ferroviario fra Pistoia e Lucca fu completato il 6 giugno 1857 con l’apertura del tronco Pieve a Nievole- Pistoia 2 .


1 ASFi, Segr. Finanze, ant. 1788, filza 643, c.n.n. Descrizione delle poste nel Granducato di Toscana, coll’indicazione delle distanze, che …..

2 ASFi, Dipartimento RR. Poste a Ministero Finanze, 19 dicembre 1850, in Sergio Chieppi, La Toscana in diligenza. Posta dei Cavalli. Posta delle lettere. Secoli XVII-XIX, Firenze 1993, pp. 77-79.

Contesto territoriale

Dall’itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nella cartina relativa al Viaggio da Pisa a Firenze per la parte di Lucca e Pistoia disegnata da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento.

Le stazioni di posta presenti all’epoca sull’itinerario sono contrassegnate dal simbolo:

simbolo

Viaggio da Pisa a Firenze per la parte di Lucca e Pistoia
(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4



La strada postale Pistoia – Modena, nacque soprattutto per assicurare una contiguità territoriale fra Stati come la Toscana e il Ducato di Modena, entrambi orbitanti nell’area dei domini asburgici, evitando il passaggio da Bologna, soggetta allo Stato della Chiesa.

Notizie storiche e artistiche

Il Repetti nel suo Dizionario dedica ampio spazio alla storia di questa città:
PISTOJA (PISTORIUM). - Vaga ed illustre città, residenza di un vescovo di due diocesi, di Pistoja e di Prato, e di un Commissario regio, Capoluogo di Comunità e Giurisdizione con tribunale di Prima Istanza nel Compartimento di Firenze. Risiede in fertile valle percorsa dal fiume Ombrone pistojese, che le passa un miglio toscano circa a ponente, mentre il fiumicello Brana rasenta le sue mura dal lato di grecale e di levante, nel grado 28°, 34' longitudine e 43°, 56' di latitudine, distante appena due miglia dalla falde dell'Appennino che le resta a settentrione, 10 miglia toscane a ponente maestrale di Prato, 20 miglia toscane da Firenze nella stessa direzione; 14 miglia toscane a levante di Pescia; 25 pure a levante di Lucca e 34 a grecale di Pisa per  …

(vedere scheda completa)

Numerose le citazioni relative a Pistoia nelle guide di viaggio. Una guida per i pellegrini pubblicata nel 1550 ricorda in modo laconico la città di Pistoia
« dove in una chiesa, ditta la Vergine Maria, si vede molti miracoli » (Itinerario o vero viaggio …, Vinegia Bindoni 1550 a p. 13 V).

Ben più ampia la descrizione data due secoli dopo dalla guida dello Scotto
« In una bella pianura è posta la Città di Pistoja; e questa veramente piccola, ma bella, e ricca. Fu illustrata da Cino famoso Dottore di Legge, e ba Buonaccorso da Montegnano illustre Poeta. E’ stata molto travagliata per le fazioni de’ Bianchi, e Neri, degenerate in Guefi, e Ghibellini. Vogliono che anticamente fosse LINK ALLE PAGINE 178-179 » (Francesco Scotto, Itinerario d’Italia, Roma 1747 pp. 178-179).

A fine del secolo XVIII troviamo citazioni alberghiere su Pistoia nella guida di Domenico Boccolari:
« La miglior Locanda è il Sole. »
oltre ad un cenno storico artistico
« Città nella Toscana con Vescovo suffraganeo a Firenze. Questa era per lo addietro Repubblica, ma fu distrutta nel medesimo tempo di quella di Pisa. D’allora in quà restò spopolata; vi sono belle Chiese, cioè la Cattedrale, la Madonna dell’Umiltà di bella architettura, la Chiesa in piccolo delle Monache della Sala tutta pitturata, e dorata con altre Chiese da vedersi: vi è ancora la bella Libreria del fu Sig. Cardinale Fabbroni detta de’ Filippini; vedesi il Collegio, il grande Ospedale, la Piazza, il Palazzo della Città, e quello degli Ufizj, il Palazzo del Sig. Cavaliere Amati di marmo, con Statua nel mezzo, e quello del Sig. Cavaliere Marchetti, ed altri; vi è ancora un Teatro » (Domenico Boccolari, Nuova descrizione di tutte  …, Lucca Benedini 1784 a pp. 177-178).

Il testo precedente è stato poi ripreso con modeste aggiunte in una guida anonima edita dal fiorentino Pagani
« La miglior Locanda è il Sole. Città della Toscana con Vescovo suffraganeo di Firenze. Era per lo addietro Repubblica, ma fu obbligata a metersi sotto il dominio de’ Fiorentini. D’allora in quà restò spopolata; vi sono belle Chiese, cioè la Cattedrale, la Madonna dell’Unimiltà di bella architettura, la Chiesa delle Monache della Sala tutta dipinta e dorata: vi è ancora la bella Libreria del fu Cardinale Fabbroni detta de’ Filippini; vedesi il Collegio, lo spedale, la piazza, il palazzo del Cavaliere Amati di marmo, con statua nel mezzo, e quello del Cavaliere Marchetti; vi è ancora un Teatro tutto dipinto da Bibbiena » (Nuova descrizione di tutte  …, Firenze Pagani 1785 a pp. 100-101).

Ecco queste notizie sunteggiate nella guida veneziana edita da Ribboni
« Pistoia, Città ampia, ma spopolata, ha fra le sue belle Chiese la Cattedrale, la Vergine dell’umiltà, e la Chiesetta delle Monache della Sala. V’è la bella libreria Fabroni. Si nota il Collegio, lo Spedal grande, la Piazza, il Palazzo della Città, quello degli Uffizi, e quello del Cav. Amati, tutto di marmo con una statua in mezzo; il Palazzo del Cav. Marchetti, ed altri. V’è anche un Teatro. Si alloggia all’Osteria del Sole » (Nuova esatissima descrizione …, Venezia Ribboni 1792, a p. 44).

La stessa guida fornisce notizie sui particolari provvedimenti presi per favorire i traffici sulla nuova strada
« In questa nuova strada da Pistoia a Modena, si pagano 8 paoli per due cavalli, e la metà per quello da sella, e si ha vantaggio ne’ dazi per ogni sorta di merci » (Nuova esatissima descrizione …, Venezia Ribboni 1792, a p. 54).

 

Località sede di ufficio postalettere

 

Dotazioni

Dalla documentazione di fine sec. XVIII risulta che il postiere doveva tenere per il servizio 10 cavalli da tiro e 1 cavallo da sella  3.

3 ASFi, DGP 1709-1808, filza 88, c. 65.

 

Postieri ossia Mastri di posta

 

Aneddoti