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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima
Scheda informativa: stazione postale di La Paglia ((loc. Casette, podere Voltole, Abbadia San Salvatore SI)

Località segnalata col toponimo «Paglia», dal nome del torrente che scorre nella valle, in una guida cinquecentesca quale stazione di posta nel tratto finale toscano della strada Romana senese che in quel punto si sovrapponeva all’antica Via Francigena.

Stazione citata per la prima volta 1562

Data apertura   prima citazione  1562  Potrebbe esser stata una delle stazione di posta istituite dagli Sforza nella seconda metà del Quattrocento (vedi alla voce Radicofani)  1 .

Data chiusura  ultima citazione nella letteratura odeporica 1562 ma nuovamente ricordata dal Montaigne nelle sue memorie di viaggio (1580-1581). Non più segnalata come stazione di posta già dai primi anni del Seicento.

Itinerari di appartenenza

 

Cartina schematica tratta da Renato Stopani: La Via Francigena nel senese

Cartina schematica tratta da Renato Stopani (a cura di), La Via Francigena nel senese, Firenze 1985.


Riproduzione schematica, secondo Mario Bezzini, della Francigena maestra e i vari raccordi e tracciati alternativi.

Riproduzione schematica, secondo Mario Bezzini, della Francigena maestra e i vari raccordi e tracciati alternativi.


Descrizione

 

La zona della Paglia rispetto all’attuale tracciato della strada statale Cassia

La zona della Paglia rispetto all’attuale tracciato della strada statale Cassia


La località sembra individuabile in quella di «Le Casette,» situata nella Valle del Paglia nei pressi del sito archeologico medievale di Callemala, appartenente al comune di Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena. Il sito è ubicato al km 156 della strada statale Cassia, lungo il tracciato dell’antica Via Francigena.


La posta-cavalli

Ovviamente, anche per questa stazione di posta cavalli, situata nel tratto finale toscano della strada Romana, non è stato possibile avere notizie precise. L’antichità di questo punto di sosta sembrerebbe provato dal toponimo Pallia elencato nella Tavola Peutingeriana fra le mansiones di Volsinis e Clusio. È ipotizzabile l’identificazione con la località di “rede Goffo”, citata nel Quattrocento come sede di una posta sforzesca, in alternativa all’ipotesi di localizzazione a Radicofani (vedi). Verso la fine del Cinquecento, forse per motivi di sicurezza, si preferì far passare la strada da Ricorsi verso Radicofani dove venne costruito un imponente edificio di posta.

Contesto territoriale

Nella zona sorgeva nell’Alto Medioevo il borgo di Callemala, nel pianoro dove venivano a confluire nel Paglia i torrenti Vascio, Cacarello e Pagliola. La località era citata all’inizio dell’VIII secolo col toponimo di derivazione romana Presoniano, mentre nell’876 è segnalato come Callemala, nel secolo successivo, nel 962, viene citato come «burgo» abitato da 200-300 abitanti. Nella zona sorgevano numerosi mulini. Anche dopo il progressivo abbandono del borgo, avvenuto nella prima metà del XIV secolo, rimasero attive taverne e ospizi per l’accoglienza dei viandanti. Dal Quattrocento la zona fu nota come Paglia o Borgo di Paglia.

Notizie storiche e artistiche

 Nel 990 Sigerico, arcivescovo di Canterbury, al suo ritorno da Roma, ricorda tutte le “mansioni” incontrate e fra queste figura quella di Scé Peitr in Pail, la X, ossia San Pietro in Paglia, identificabile con il villaggio di Voltole, nelle vicinanze di Callemala.

Un’altra citazione della zona la vediamo nel diario di Barthelemy Bonis, un mercante francese diretto a Roma nel 1350, che cita la sua sosta a Palha del Molit, cioè il Molino del Paglia, nella zona di Callemala.

Qualche notizia sulla stazione di posta della Paglia la troviamo nel Giornale di viaggio di Montaigne che, alla data del 26 novembre 1580, racconta come, dopo una deviazione dalla strada per visitare Montalcino:
« Seguimmo per tutta la giornata una strada montuosa e sassosa, per giungere la sera a La Paglia, ventitré miglia. È un villaggetto di cinque o sei case, ai piedi di parecchie montagne sterili e d’aspetto ingrato.
Riprendemmo il cammino la mattina dopo di buon’ora, lungo una vallata tutta sassi, ove passammo e ripassammo cento volte un torrente che la percorre tutta [il Paglia, appunto] »  2.

Anche il Repetti ricorda nel suo Dizionario la località di Callemala:
CALLEMALA, CALLIMALA (Callis malus) in Val di Paglia. Borgo che fu nella pendice australe del monte di Radicofani sull'antica strada romana, dove sino dal secolo X esisteva una chiesa sotto il titolo di S. Cristina, di padronato della Badia di S. Salvadore al Mont'Amiata, nelle cui pergamene trovasi spesse volte rammentato il casale o borgata di Callemala …
(vedere scheda completa)

 


1 ASMi, Fondo Sforzesco, Potenze Estere, Napoli, 210, cc.32-34, citato in Francesco Senatore, Uno mundo de carta : forme e strutture della diplomazia sforzesca, Napoli 1998, a pp. 437-440.

2 Montaigne, Viaggio in Italia, Bari Laterza 1991, p. 145.