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  4. Stazione postale La Torretta


Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima

Stazione citata per la prima volta 1562 

Foto attuale dell’antica dogana della Torretta.

Foto attuale dell’antica dogana della Torretta.

Data apertura           prima citazione  1562                           Data chiusura ultima citazione 1818

Itinerari di appartenenza


Tiroli viaggio da Genova a Pisa


 

In questo itinerario, tratto da Francesco Tiroli, La vera guida per chi viaggia in Italia …, Roma Giunchi 1775, appare la collocazione della stazione della Torretta fra le località di Pisa  e Viareggio.


Gravier: viaggio da genova a Pisa


 

In questa cartina itineraria del viaggio da Genova a Pisa, tratta da Guida per il viaggio d’Italia in posta …, Genova Gravier 1793, vediamo la stazione di posta della Torretta fra quelle di Viareggio e Pisa.


Tofani viaggio da Genova a Pisa


 

In questo itinerario, pubblicato a distanza di ventisei anni da quello del Tiroli, tratto da Itinéraire d’Italie  qui contient la description …, Florence Tofani 1801, vediamo immutato il percorso della strada postale



Descrizione

La località fa attualmente parte della frazione di Migliarino pisano, nel comune di Vecchiano, in provincia di Pisa. È raggiungibile percorrendo la via Aurelia nel tratto Pisa - Viareggio, dopo la località Madonna dell'Acqua. Valicato il ponte sul Serchio, a circa km 7 da Pisa, si gira a sinistra sotto il sottopassaggio della ferrovia Pisa - Genova, quindi subito a destra dove a poche centinaia di metri, lungo il Viale dei Pini, un tempo Via Aurelia, in prossimità dell'ingresso del folto parco di Migliarino si incontra un comprensorio di poche case, tra le quali la Torretta.
La località, appartenuta alla famiglia dei duchi Salviati, che ancora vi detengono numerose proprietà abitative e terriere, fu un tempo zona paludosa. Iniziato il risanamento il territorio, chiamato allora Selva Palatina, fu acquistato dai Salviati, imparentati con i Medici, come tenuta di caccia.
Oggi ha perso la connotazione che aveva nel Settecento e nell'Ottocento quale nucleo di edifici di servizio adibiti a sede della dogana, della posta dei cavalli, la chiesa, la fontana, oggi non più esistente, l' osteria e più recentemente la caserma dei carabinieri. Quest'ultima è stata infatti recentemente trasferita nella zona industriale. Alcune abitazioni sono state restaurate, altre sono in via di trasformazione per un probabile uso turistico, data la vicinanza del mare a Marina di Vecchiano, ai centri di agriturismo e al Parco di Migliarino. Attualmente, la Torretta è abitata per alcuni locali da una persona cui è stata concessa a titolo semi-gratuito dall'attuale proprietario, il marchese Centurione Scotto. Le altre stanze, un tempo adibite a stalle, sono al momento inutilizzate (p.b.b.).

La posta-cavalli

La stazione di posta era situata alla Torre Felicaia, detta la Torretta, dove aveva sede anche la dogana. La Torretta, indicata da Leonardo in alcuni suoi studi sul territorio, è segnalata nell’inventario post-mortem di Iacopo di Alamanno Salviati  1.

Fu usata come stazione della posta cavalli dal Cinquecento al primo decennio dell’Ottocento  2 .



 

La Torre Felicaia, particolare della pianta con i prospetti degli edifici della tenuta di Migliarino (dall’Archivio Salviati, Scuola Normale Superiore, Pisa).



Veduta attuale della facciata della Torretta.


 

Veduta attuale della facciata della Torretta.


Veduta laterale della Torretta.


 

Veduta laterale della Torretta.



La Torretta vista dal retro.


 

La Torretta vista dal retro.



Veduta dell’edificio già adibito a osteria, fiaschetteria e stallaggio


 

Veduta dell’edificio già adibito a osteria, fiaschetteria e stallaggio.



Foto del retro dell’antica dogana.


 

Foto del retro dell’antica dogana.



L’antico oratorio della tenuta di Migliarino


 

L’antico oratorio della tenuta di Migliarino, adibito allo svolgimento delle funzioni religiose per viaggiatori e dipendenti della dogana e della posta, come appare oggi dopo i restauri voluti dal Duca Scipione Salviati.



 

Contesto territoriale

In vari documenti troviamo l’indicazione di “Passo della Torretta”. Infatti per arrivare da Pisa all’osteria della Torretta occorreva dapprima traghettare in barca il corso del fiume Serchio. Poi il passaggio avveniva su un ponte di barche sul fiume sostituito successivamente dal ponte di Albarola, attivo fino alla fine dell’Ottocento. Anche su quest’ultimo il passaggio era soggetto al pagamento di un pedaggio, con tariffe diverse, a seconda dei carichi, ai proprietari del ponte stesso.

 

particolare di mappa del 1777:passaggio del fiume Serchio in barca 


 

Da questo particolare di mappa del 1777, opera di Ximenes et alii, si evidenzia il passaggio del fiume Serchio in barca  3.




Per chi percorreva l’itinerario Pietrasanta - Viareggio - Torretta - Pisa si avvertiva che, nonostante fosse terreno pianeggiante, « Da Pietrasanta fino alla Torretta bisogna mettere il terzo cavallo per il calesse, e due di più per carrozza, a causa della strada tutta arenosa » (Nuova descrizione di … , Firenze Pagani 1785, a p. 59). Una situazione di fatto che fa comprendere il motivo dell’adozione nella prima metà dell’Ottocento del percorso via Lucca.

Dall’itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nella cartina relativa al Viaggio da Pontremoli a Pisa disegnata da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento.


Le stazioni di posta presenti all’epoca sull’itinerario sono contrassegnate dal simbolosimbolo.

Giachi: Viaggio da Pontremoli a Pisa

Viaggio da Pontremoli a Pisa (Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO)


Notizie storiche e artistiche

Un cenno su questa località lo troviamo nel Repetti alla voce “Vecchiano”:
Fra le strade rotabili, oltre quella antica postale di Viareggio che dalla Torretta fino al podere del confine attraversa nella tenuta di Migliarino il territorio di questa Comunità, si novera quella comunitativa che rimonta la ripa destra del Serchio, passando per Malaventre, Nodica, Vecchiano, Avane e Filettole. Inoltre da Vecchiano si stacca la così detta via Lungo Monte, la quale guida nell'antica strada Francesca al borgo di Quiesa dopo aver rasentato le falde del poggio di Massaciuccoli ...

(vedere scheda completa)

Anche le guide di viaggio d’epoca menzionano la località a proposito del passaggio in barca del fiume Serchio. Ecco cosa dice il Miselli:
« si passa il fiume Serchio per barca, e chi corre la Posta paga un giulio per il passo » (Giuseppe Miselli, Il burattino veridico .., Venezia 1697 p. 206).

È curioso che proprio in una guida di Domenico Boccolari, ristampata a Lucca nel 1784, si legga a proposito della Torretta:
« Si passa il fiume Arno [sic] in barca» (Domenico Boccolari, Nuova descrizione di tutte le città dell’Europa …, Lucca Benedini 17842).
Evidentemente un proto lucchese disattento se confonde il Serchio con l’Arno!

Dotazioni

Dalla documentazione di fine sec. XVIII risulta che il postiere doveva tenere per il servizio 6 cavalli da tiro e 1 cavallo da sella 4 .

note:


1 Al n. 316, carta 54r (serie 3 dell’Inventario dei Libri di Commercio e Amministrazione patrimoniale dell’Archivio Salviati). Cfr. Milletta Sbrilli, “Archivio Salviati” Scuola Normale di Pisa, Firenze 1987.

2 Arnaldo Salvestrini (a cura di), Relazioni sul governo della Toscana, vol. 2, Stato Fiorentino e Pisano, Firenze reprint 1997.

3ASLu, Deputazione sopra il nuovo Ozzeri 2, riprodotta in Mirabilia Maris Visioni cartografiche e resoconti di viaggio Le marine lucchesi tra XVI e XVIII secolo, a cura di Anna Vittoria Bertucceli Migliorini e Susanna Caccia, Pisa 2006, tav. 53 (particolare).


4 ASFi, DGP 1709-1808, filza 88, c. 65.