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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima
Scheda informativa: stazione postale di Fonte Buona

Stazione citata per la prima volta 1562

Una casa antica della Fontebuona medievale.

Una casa antica della Fontebuona medievale.

Data apertura          prima citazione 1562                     Data chiusura 31 agosto 1862

Itinerari di appartenenza


Tiroli: viaggio da Firenze a Bologna


In questo itinerario, tratto da Francesco Tiroli, La vera guida per chi viaggia in Italia …, Roma Giunchi 1775, appare la collocazione della stazione di Fonte Buona fra le località di Montorsoli e Tagliaferro.

Gravier: viaggio da Bologna a Firenze



In questa cartina itineraria, tratta da Guida per il viaggio d’Italia in posta …, Genova Gravier 1793, vediamo la stazione di posta di Fontebuona, la prima a partire da Firenze, fra Firenze e Cafaggiolo.

 


Descrizione

Fontebuona è una frazione del Comune di Vaglia, in provincia di Firenze, che conta circa 374 abitanti.

La posta-cavalli

La località sembra abbia avuto una locanda fin dal Medioevo. Sicuramente vi ebbe sede un Ospedale per i pellegrini. Non è stato possibile reperire notizie a proposito di una stazione di cambio cavalli esistente nel Cinquecento, come indica una guida postale del XVI secolo. Fu sicuramente con la sistemazione della nuova Via Bolognese, la strada della Futa, che Fontebuona divenne sede della stazione di posta cavalli, in sostituzione di quella dell’Uccellatoio. La posta si trovava nella centrale Via dell’Arco, nel tratto della Bolognese all’interno del paese, dove « al n° 46 il grande portone era la stalla della stazione di posta, mentre al n° 54 si trovava l'abitazione del postiglione. Subito accanto, all'incirca dove si trova adesso il n° 36, aveva sede l'antica locanda » 1 .

Fontebuona, Via dell’Arco:  a sinistra si vede il grande portone della stalla della posta cavalli.

Fontebuona, Via dell’Arco: a sinistra si vede il grande portone della stalla della posta cavalli.


Nella seconda metà del Settecento la stazione di posta di Fonte Buona distava da Firenze 1 posta pari a 7,17 miglia di strada “montuosa e calata” e dalla stazione di Cafaggiolo 1 posta per 7,4 miglia di strada “piana con pochissima salita e scesa”  2.

Nel 1793 la posta cavalli di Fonte Buona appare nell’elenco delle stazioni che, per l’insufficiente volume di lavoro, ricevevano un sussidio granducale per il mantenimento del servizio postale: il sussidio annuo ammontava a lire 1.260 3 .

In conseguenza dell’apertura del primo tronco ferroviario Bologna-Vergato, sulla Porrettana, con il 31 agosto 1862 furono soppresse tutte le stazioni di posta sulla strada della Futa 4.

 

Contesto territoriale

Dall’itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nella cartina relativa al Viaggio da Firenze a Bologna disegnata da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento.
Le stazioni di posta presenti all’epoca sull’itinerario sono contrassegnate dal simbolo:

simbolo

Giachi:Viaggio da Firenze a Bologna


Viaggio da Firenze a Bologna
(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4

 


Notizie storiche e artistiche

Il Dizionario del Repetti fornisce una sintetica notazione su Fonte Buona quale prima stazione di posta da Firenze per Bologna:
FONTE BUONA in Val di Sieve. Borghetto e prima posta da Firenze sulla strada Regia bolognese, e 8 miglia toscane a settentrione della stessa città, nella parrocchia di S. Michele alle Macchie, già a Fonte Buona, piviere di Macciuoli, Comunità e quasi 3 miglia toscane a ostro di Vaglia, Giurisdizione di Scarperia, Diocesi di Fiesole, Compartimento fiorentino. In questo Borghetto, posto in pianura alla sinistra del torrente Carza …

scheda completa Repetti

La guida edita dal fiorentino Pagani avverte il viaggiatore che, passata la posta di Fontebuona
« Prima di entrare in Firenze lontano 5. miglia dalla porta si trova una Regia villa che si chiama Pratolino con giuochi di acuqa [sic], giardino, ed altre cose » (Nuova descrizione di tutte …, Firenze Pagani 1785 a p. 82).

Alla visita della Villa di Pratolino, già due secoli prima (1580), Montaigne dedica un paio di pagine del suo giornale di viaggio:
« La mattina dopo partimmo da Scarperia col nostro oste per guida, e seguimmo una bella strada fra numerosi colli abitati e coltivati. Deviammo per circa due miglia dalla strada per vedere una villa che il duca di Firenze s'è costruito da dodici anni in qua; per abbellirla ci sta impegnando tutti i cinque sensi di natura. Si direbbe che abbia scelto apposta un luogo scomodo, sterile e montuoso, privo per di più di sorgenti, per farsi un vanto d'andarle a cercare a cinque miglia di là, e sabbia e calce ad altre cinque miglia. Non c'è ombra di pianura in quel luogo; si ha la vista di molti colli, di cui è fatta tutta intera questa contrada. La villa si chiama Fratellino [=Pratolino]. Da lontano l'edificio par misero, ma da vicino è assai bello; non però come i più belli di Francia. Dicono che abbia centoventi stanze ammobiliate; noi ne vedemmo dieci o dodici delle migliori: i mobili sono graziosi, ma non magnifici.
Di straordinario c'è una grotta fatta di più nicchie e sale, e questa supera tutto quanto abbiamo mai avuto occasione di vedere È incrostata e fatta dovunque d'un materiale che dicono ricavato da certe montagne, e tenuta insieme da chiodi invisibili. Con l'azione dell'acqua non solo si creano musiche ed armonie ma si danno svariati movimenti a molte statue e porte, a molti animali che si tuffano per bere, e cose simili. A muovere un solo congegno ecco tutta la grotta piena d'acqua: tutti i sedili vi spruzzano acqua alle natiche, e se fuggite risalendo le scale del castello, ogni due gradini ne sprizzano — per chi vuol dare tal genere di divertimento — mille zampilli che vi vanno bagnando fino in cima all'edificio.
È impossibile descrivere minutamente la bellezza e la magnifi­cenza di questo luogo. Ai piedi del castello c'è fra l'altro un viale largo cinquanta piedi e lungo circa cinquecento passi, che hanno reso — con gran dispendio — quasi pianeggiante: ai due lati, ogni cinque o dieci passi, certi lunghi e bellissimi parapetti in pietra da taglio, in corrispondenza dei quali sgorgano fontanelle dal muro; di maniera che tutto il viale è un seguito di zampilli. In fondo un bel getto d'acqua si versa in un gran bacino traverso una statua di marmo, raffigurante una donna che fa il bucato; costei torce una tovaglia di marmo bianco donde gocciola l'acqua, e al di sotto c'è un altro bacino, dove par ci sia dell'acqua bollente, appunto per il bucato. C'è pure, in una stanza della villa, un tavolo di marmo e sei posti, in ognuno dei quali un anello permette di sollevare un coperchio; sotto c'è una conca che fa tutt'uno col tavolo; e in ciascuna delle sei conchette sgorga un forte getto che serve per rinfrescare il bicchiere, mentre al mezzo ce n'è uno grande per metterci la bottiglia. Vedemmo pure delle gran fosse in terra, nelle quali conservano tutto l'anno neve in quantità: l'accumulano sopra un letto d'erba di ginestra, e sopra la ricoprono d'un alto strato di paglia di segale in forma di piramide, come una capannina. I serbatoi sono infiniti; e stanno costruendo il corpo d'un gigante che ha il cavo dell'occhio largo tre gomiti, e il resto in proporzione, e dal quale scaturirà un abbondante getto d'acqua [la statua dell’Appennino, opera del Giambologna]. Serbatoi e bacini sono senza numero, e tutto ciò viene ricavato da due sorgenti, per infiniti canali sotterranei. In una grande e splendida voliera vedemmo certi piccoli uccelli, simili a cardellini, che hanno sulla coda due lunghe piume come quelle d'un gran cappone. C'è pure una strana stanza per bagni di vapore » 5 .


Località sede di ufficio postalettere

Dotazioni

Dalla documentazione di fine sec. XVIII risulta che il postiere doveva tenere per il servizio 10 cavalli da tiro e 1 cavallo da sella  6.

Postieri ossia Mastri di posta


Nel 1861 la gestione della stazione di posta di Fonte Buona passÚ da ??? a ???? a causa della pesante situazione finanziaria del postiere.

Note:

1 http://www.comune.vaglia.fi.it/elettorale/percorsi/sent60/percorso_r2.html.

2 ASFi, Segr. Finanze, ant. 1788, filza 643, c.n.n. Descrizione delle poste nel Granducato di Toscana, coll’indicazione delle distanze, che …., da Francesco Scarso, L’organizzazione postale nel Granducato di Toscana (1681-1808), Tesi di Dottorato, Napoli 1996.

3 ASFi, Direzione Generale delle Poste (1709-1808), filza 97, Sussidi e canoni governativi per le poste (v. Scarso, op. cit., p. 109).

4 ACS, Poste, b. 28, f. 8205, M. Lavori Pubblici, Direzione delle Poste, Div. 1ª Sez. 2ª, telegramma del 12 agosto 1862, prot. N. 18911.

5 Montaigne, Viaggio in Italia, Bari Laterza 1991, a pp. 130-132.

6 ASFi, DGP 1709-1808, filza 88, c. 65.