Sei in:
  1. ISSP di Prato
  2. Viaggio nel web
  3. Indice stazioni
  4. Stazione postale Covigliaio


Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima
Scheda informativa: stazione postale di Covigliaio (Firenzuola  FI)

Stazione citata per la prima volta 1752

La locanda di posta in un disegno del 1802.

La locanda di posta in un disegno del 1802.

Data apertura           prima citazione  1752                          Data chiusura 31 agosto 1862

Itinerari di appartenenza


Tiroli:Viaggio da Firenze a Pisa per Lucca - da Siena a Pisa - da Firenze a Livorno

In questo itinerario, tratto da Francesco Tiroli, La vera guida per chi viaggia in Italia …, Roma Giunchi 1775, appare la collocazione della stazione di Covigliaio sulla Via Traversa che collegava La Scala, posta nella via Pisana, a Poggibonsi, sulla Via Senese, ricalcando così il vecchio itinerario dell’antica Via Francigena. In questo periodo in realtà la stazione di posta era a Cambiano in quanto la posta di Covigliaio risulta istituita nel 1778.

Tofani: Viaggio da Firenze a Livorno

In questo itinerario, tratto da Itinéraire d’Italie  qui contient la description …, Florence Tofani 1801, è  descritta anche la strada Traversa Romana che dalla località dell’Osteria Bianca portava alla strada Senese a Poggibonsi. Appare qui indicata Cambiano come sede collocazione della stazione di posta e Covigliaio che fu sede di posta cavalli dal 1778 al 1793.


Descrizione

Covigliaio è una piccola frazione (circa 125 abitanti) del Comune di Firenzuola, situato sulla strada Bolognese, fra il passo della Futa e quello della Raticosa. La località è frequentata ora come luogo di villeggiatura e ha nelle sue vicinanze una piccola area naturalistica, l’Oasi di Covigliaio.


La posta-cavalli

La locanda di posta cavalli di Covigliaio assunse presto una certa fama come stazione di sosta sulla strada Bolognese della Futa.
INSERIRE DISEGNO DEL 1802 DA WIK http://it.wikipedia.org/wiki/Covigliaio
Didascalia: La locanda di posta in un disegno del 1802.

Presso l’Archivio di Stato di Firenze sono conservate piante e disegni relativi alla stazione di posta di Covigliaio datate 1816  1.

Nella seconda metà del Settecento la stazione di posta di Covigliaio distava da Montecarelli 1 posta pari a 7,83 miglia di strada assai montuosa e dalla stazione di Filigare 1 posta pari a 5,75 miglia di strada montuosa e scesa  2.
Nel 1793 la posta cavalli di Covigliaio appare nell’elenco delle stazioni che, per l’insufficiente volume di lavoro, ricevevano un sussidio granducale per il mantenimento del servizio postale: il sussidio annuo ammontava a lire 1.050 3 .

In conseguenza dell’apertura sulla Porrettana del primo tronco ferroviario Bologna - Vergato, con il 31 agosto 1862 furono soppresse tutte le stazioni di posta sulla strada della Futa  4.
In seguito, l’edificio della posta mantenne la sua attività alberghiera, con varie gestioni, finché, alla fine degli anni Ottanta del Novecento, fu ristrutturato e trasformato in una residenza per anziani, oggi denominata Villa le Ortensie.

L’edificio, divenuto “Grand Hotel del Covigliaio”, in una cartolina di fine Ottocento

 

L’edificio, divenuto “Grand Hotel del Covigliaio”, in una cartolina di fine Ottocento.

 

Veduta della costruzione da altro punto di osservazione

 

Veduta della costruzione da altro punto di osservazione: la denominazione è stata italianizzata in “Grande Albergo del Covigliaio”. La presenza di un omnibus – è tramontato ormai il tempo del cavallo – fa datare la cartolina ai primi decenni del Novecento.


Contesto territoriale

Dall’itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nella cartina relativa al Viaggio da Firenze a Bologna disegnata da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento.
Le stazioni di posta presenti all’epoca sull’itinerario sono contrassegnate dal simbolo:

simbolo

Giachi: Viaggio da Firenze a Bologna


Viaggio da Firenze a Bologna
(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO)1.C.4

 

 


Notizie storiche e artistiche

Covigliaio e la sua posizione geografica vengono così descritte dal Dizionario del Repetti:

COVIGLIAJO sull'Appennino di Firenzuola nella Valle del Santerno. Casale con parrocchia (S. Matteo), posta di cavalli e ottimo albergo sulla strada Regia bolognese, nella Comunità Giurisdizione e 4 miglia toscane a maestro di Firenzuola, Diocesi e Compartimento di Firenze. Trovasi 28 miglia toscane a settentrione di Firenze, e 3 miglia toscane a ostro-libeccio di Pietramala, alla base orientale del monte detto Sasso di Castro, difeso a settentrione dalla rupe di Monte Beni, in guisa che si forma costà un seno riparato dai venti boreali e di libeccio, per cui facilmente gli derivò il nome che porta di Covigliajo …


scheda completa Repetti

Località sede di ufficio postalettere

Dotazioni

Dalla documentazione di fine sec. XVIII risulta che il postiere doveva tenere per il servizio 10 cavalli da tiro e 1 cavallo da sella ( 5).

Aneddoti

Alla posta di Covigliaio, la notte del 14 novembre 1794, furono arrestati dalle Guardie Svizzere del Tribunale dell'Inquisizione gli studenti Giovanni Battista de Rolandis e Luigi Zamboni, gli ideatori della Bandiera Italiana. L’episodio fu ricordato con una lapide, identica a quella posta all’ingresso dell’Università di Bologna il cui testo fu redatto da Giosuè Carducci. La lapide è stata rimossa durante i lavori di restauro e trasformazione in residenza per anziani dell’edificio.

Nel 1845 passò da Covigliaio lo Zar Niccolò di Russia che aveva accompagnato l'imperatrice e le sue figlie a Palermo poiché i medici avevano consigliato loro quell'aria. Egli portava tutto con se, perfino l'acqua da bere, e non si cibava che delle proprie provviste perché, a causa delle persecuzioni ai cattolici in Russia e ai Polacchi, temeva sempre di essere avvelenato. Al ritorno da Roma, dove aveva avuto un colloquio con Papa Gregorio XVI, viaggiando sotto il nome di Generale Romanov, il 22 Dicembre, sul far del giorno, arrivò a Covigliaio in incognito e travestito , sempre per timore dei Polacchi da lui barbaramente oppressi. Aveva con sé il Gran Ciambellano del Gran Duca di Firenze e il Ministro delle Poste che dovevano accompagnarlo fino alle Filigare, il suo Ministro di Corte Principe Velkonski, il Conte Orloff e tre aiutanti di campo. Tre giorni seguitarono a passare le sue carrozze e molti che accorrevano per vederlo, fra tutti quei gran Principi serviti da gran numero di servi, non lo poterono distinguere, poiché non si sapeva in quale carro fosse, ed inoltre egli non si faceva mai vedere all'aperto. Durante il cambio dei cavalli, egli scese con il Principe Orloff all'Albergo all'insaputa di tutti e vi fece colazione. Non volle che entrasse nessuno e, sebbene non consumasse all'albergo neppure l'acqua per bere, lasciò agli albergatori un regalo di 100 scudi d'oro (6) .


1 ASFi, Fondo Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, Fabbriche Lorenesi 1811-1820 (2056, 87.1, 1816, 14 ⅓).

2 ASFi, Segr. Finanze, ant. 1788, filza 643, c.n.n. Descrizione delle poste nel Granducato di Toscana, coll’indicazione delle distanze, che ….., da Francesco Scarso, L’organizzazione postale nel Granducato di Toscana (1681-1808), Tesi di Dottorato, Napoli 1996.

3 ASFi, Direzione Generale delle Poste (1709-1808), filza 97, Sussidi e canoni governativi per le poste (v. Scarso, op. cit., p. 109).

4 ACS, Poste, b. 28, f. 8205, M. Lavori Pubblici, Direzione delle Poste, Div. 1ª Sez. 2ª, telegramma del 12 agosto 1862, prot. N. 18911.

5 ASFi, DGP 1709-1808, filza 88, c. 65.

6 http://www.covigliaio.net/Ospiti%20illustri.htm