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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima
Scheda informativa: stazione postale di Bastardo (Arezzo AR)

Stazione citata per la prima volta 1562     

dettaglio  di Bastardo sulla  carta postale Granducale

Veduta del Bastardo – allora fattoria granducale - in un disegno del 1780  1.

L’Osteria è contrassegnata con il numero 5, lo Spedale con il 6.

 

Data apertura           prima citazione  1562                             Data chiusura ultima citazione 1771

Itinerari di appartenenza


CartaPoste Granducali



Negli itinerari settecenteschi non appare più la località di Bastardo, già sede di stazione di posta,  in quanto collocata su un vecchio percorso fra le stazioni di Castiglion Fiorentino e quella di Levane declassato con l’apertura della nuova Via Regia Aretina.


Descrizione

La località del Bastardo prese l’attuale denominazione di San Giuliano d’Arezzo, frazione del comune di Arezzo distante circa 8 Km dalla città, il 19 gennaio 1940 su istanza di un gruppo di fascisti locali che non volevano esser associati a un termine effettivamente poco lusinghiero. In realtà, l’etimologia del nome sembra derivare da basto, attrezzatura per consentire ad animali da soma il trasporto di mercanzie. Quello del Bastardo era un percorso molto frequentato fin dall’alto medioevo e che mantenne la sua importanza fino al Settecento. Altri erroneamente attribuiscono invece l’origine del nome alla presenza del figlio, ovviamente illegittimo, di un vescovo aretino  2.


Veduta della odierna San Giuliano.


Veduta della odierna San Giuliano.



INSERIRE FOTO BOTTEGA DI GIACCO CON DIDASCALIA: Sede di una settecentesca “Pizzicheria” che adesso ospita la “Bottega di Giacco”, una sorta di centro commerciale del paese.


 


La posta-cavalli

L’edificio che ospitava la Chiesa e l’Ospedale dedicati a San Giuliano Ospitaliere. La struttura fu creata nel 1473 per l’assistenza a pellegrini e viandanti poveri (miserabiles viandantes) che non avevano possibilità economiche per alloggiare all’osteria.
La posizione del Bastardo su una strada di traffico importante, che permetteva ai viaggiatori provenienti dallo Stato della Chiesa di dirigersi a Firenze senza transitare da Arezzo, ne fece una sede naturale per il cambio dei cavalli. Nel 1590 un rescritto granducale stabilì che Arezzo dovesse divenire “città di passo”, in modo di obbligare i corrieri da Perugia ed Ancona a transitarvi: la carta postale del Cantelli (1695) non mostra più traccia di una stazione di posta cavalli al Bastardo.
Non è stato possibile finora rintracciare con certezza dove fosse la sede della posta cavalli, anche se localmente si è avanzata l’ipotesi che fosse dislocata dove attualmente è presente un ristorante.


 


Contesto territoriale

Dall’itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nella cartina relativa al Viaggio da Firenze a Cortona disegnata da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento..
Le stazioni di posta presenti all’epoca sull’itinerario sono contrassegnate dal simbolosimbolo.


Viaggio da Firenze a Cortona
(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4


Notizie storiche e artistiche

Il Dizionario del Repetti così descrive questa località:

BASTARDO. Borghetto e mansione sulla strada Regia Traversa Aretina nel poggio e popolo di S. Maria alla Poggiola, fra la Val di Chiana, la Val d'Ambra e il Val d'Arno Aretino, nella Comunità Giurisdizione Diocesi e Compartimento di Arezzo da cui è 4 miglia a ponente-libeccio. Trovasi il Bastardo sul trivio della strada che si stacca dalla Regia postale Aretina al luogo detto il Cerro, e qua al Bastardo si suddivide in due tronchi, uno dei quali scende ad angolo retto in Val di Chiana sino al ponte alla Nave; l’altro va a congiungersi alla Pieve al Toppo con la grande strada Longitudinale di Val di Chiana


(vedere scheda completa)

note:


1 Disegno presso l’Archivio di Stato di Firenze, tratto da Gian Franco Di Pietro, Atlante ..cit, Livorno.

2 Cfr. Racconti del Bastardo, a cura di Nanni Cheli, Arezzo 2010.