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Come si viaggiava in Toscana ai tempi del Grand Tour... e prima
Scheda informativa: stazione postale di Arezzo

Stazione citata per la prima volta 1742 

Data apertura           prima citazione 1742, ma già presente nella cartografia postale di fine Seicento. Da citare però l’esistenza ad Arezzo nel 1454  1 di una stazione di cavallari del Duca di Milano sull’itinerario Milano – Roma. Distanze e tempi di percorrenza: da Firenze ad Arezzo miglia 40 in ore 10, da Arezzo a Perugia, nello Stato della Chiesa, miglia 40 in ore 10. Nel 1463  2 vediamo però che i Milanesi avevano preferito adottare l’itinerario sulla strada senese in luogo di quello aretino.
Data chiusura           ultima citazione 1851

 

Descrizione


Arezzo, capoluogo di provincia, conta oltre 100mila abitanti secondo dati aggiornati al 2010. Il suo territorio è vasto e vario: da zone pianeggianti , a colline e zone montuose. Situato fra il Casentino a Nord, il Valdarno superiore a Nord-Ovest e dalla Val di Chiana a Sud. La città, all’inizio basata soprattutto sulle attività agrarie e zootecniche della provincia, ha visto nascere dopo la prima guerra mondiale varie industrie, favorita dai buoni collegamenti ferroviari. Dopo il secondo conflitto, la vocazione industriale si è indirizzata alle arti orafe.

Arezzo foto storica

Arezzo panorama


Itinerari di appartenenza


 In questo itinerario, tratto da Francesco Tiroli, La vera guida per chi viaggia in Italia …, Roma Giunchi 1775, che mostra sia il percorso da Roma a Firenze sia quello da Foligno a Firenze, appare la collocazione della stazione di Arezzo fra le località di Levane  e Castiglion Fiorentino.

 In questa cartina itineraria, tratta da Guida per il viaggio d’Italia in posta …, Genova Gravier 1793, vediamo la stazione di posta di Arezzo fra quelle di Levane  e Camucìa


La posta-cavalli

La prima segnalazione documentaria di una stazione di posta dei cavallari delle poste sforzesche ad Arezzo risale al 1454. Dalla documentazione archivistica milanese vediamo anche come, alla data del 4 giugno 1463 fosse operante l’itinerario sulla strada romana senese in sostituzione di quello aretino.
Già alla fine del Cinquecento (1590) un rescritto di Ferdinando I de’ Medici stabiliva che Arezzo divenisse “città di passo” in modo da obbligare i procacci di Perugia e Ancona a transitarvi. Ilnuovo itinerario appare già nella prima carta postale italiana disegnata da Giacomo Cantelli ed edita nel 1695. Le prime segnalazioni di una stazione di posta cavalli sulla letteratura odeporica però risalgono ai primi decenni del Settecento. Non è stato possibile, almeno finora, individuare la dislocazione della stazione di posta.
Presso l’Archivio di Stato di Firenze  sono conservate piante e disegni relativi alla stazione di posta di Arezzo e alla rete delle strade regie della zona datate 1824-1825.

Nella seconda metà del Settecento la stazione di posta di Arezzo distava da quella di Levane 2 poste pari a 15 miglia di strada “montuosa, scesa, e piana” e dalla stazione di Camucìa altre 2 poste per 17,5 miglia di strada pianeggiante  ).
Nel 1793 la posta cavalli di Arezzo appare nell’elenco delle stazioni che, per l’insufficiente volume di lavoro, ricevevano un sussidio granducale per il mantenimento del servizio postale: il sussidio annuo ammontava a lire 490  .

 

Contesto territoriale

Dall’itinerario postale era possibile proseguire il viaggio per località non coperte dal servizio di posta cavalli ricorrendo ai servizi di vetturali privati. Ecco la situazione della rete viaria come appare nelle cartine relative al Viaggio da Firenze a Cortona, al Viaggio da Firenze ad Arezzo per il Casentino e al Viaggio da Arezzo a Sestino disegnate da Antonio Giachi nella seconda metà del Settecento.


Le stazioni di posta presenti all’epoca sull’itinerario sono contrassegnate dal simbolo : simbolo

.

Viaggio da Firenze a Cortona

(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4

Viaggio da Firenze a Arezzo per il Casentin

(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4

Viaggio da Arezzo a Sestino

(Manoscritto Antonio GIACHI, SECONDA META’ XVIII SECOLO) 1.C.4


Notizie storiche e artistiche

Emanuele Repetti nel suo Dizionario così descrive la città di Arezzo nella prima metà dell’Ottocento:
AREZZO, ARRETIUM. - Città di origine etrusca, capitale di uno dei cinque gran Compartimenti del Granducato, sede Vescovile, con una Ruota civile, un Commissario Regio, una Camera di Soprintendenza Comunitativa, un ufizio di Registro, un conservatore delle Ipoteche, ed un'Amministrazione economico-idraulica dei beni della Corona in Val di Chiana. - Trovasi nel grado 29° 33' di longitudine e 43° 28' di latitudine; 45 miglia toscane a scirocco levante di Firenze, altrettanto a maestro di Perugia; 40 a greco di Siena. Risiede sulla faccia meridionale di agevole …

(vedere scheda completa)

Vediamo anche come Arezzo venisse ampiamente citata nelle antiche guide di viaggio:
Nella guida di Francesco Scotto troviamo la prima ampia descrizione della città
« E’ questa Città una delle più antiche della Toscana, contandosi tra le dodici Città principali della medesima, posta alle raci di un colle d’aria molto buona. Non si sà precisamente quando i Romani la conquistarono LINK ALLA P. 198 DELLA GUIDA  » (Francesco Scotto, Itinerario d’Italia, Roma 1747).

Una guida romana edita nel 1771 e ristampata più volte, anche con titolo variato, fino al 1801 ci dice
« Così anche Arezzo è Città antichissima, annoverata tra le 12. antiche Città della Toscana, avendo gli Aretini somministrato danaro, e Galere agl’Antichi Romani contro i Cartaginesi, ed in questa Città si vede la Casa del famoso Petrarca » (La vera guida per chi viaggia ..., Roma Roisecco 1771 a p. 88-89).

Domenico Boccolari illustra così la città
« Antica città della Toscana con un Vescovo Suffraganeo anticamenta di Firenze, ma ora dipende immediatamente dal Papa; e ciò per aver ottenuto il pallio, e dichiarato Conte del S. R. Impero da Clemente XII. S. Donato fu il primo Vescovo martirizzato sotto Valentiniano; vedesi la Cattedrale, la piccola chiesa degli Ex-Gesuiti, ed altre Chiese, e Conventi, e la Piazza con il Palazzo della Città » (Domenico Boccolari, Nuova descrizione di tutte  …, Lucca Benedini 1784 a p. 173).

Il testo del Boccolari viene ripreso con poche varianti nella guida pubblicata anonima dal fiorentino Pagani nel 1785
« Antica città della Toscana con un Vescovo, che dipende immediatamente dal Papa; e ciò per aver ottenuto il pallio. S. Donato fu il primo Vescovo martirizzato sotto Valentiniano; vedesi la Cattedrale, la piccola chiesa degli Ex-Gesuiti, ed altre Chiese, e Conventi, e la piazza con il palazzo della città » (Nuova descrizione di tutte  …, Firenze Pagani 1785 a p. 97).

Sulla stessa falsariga una guida di poco successiva « Il Vescovo di Arezzo è suffrag. del Papa, dacchè egli è Conte del S.R.I. conferitogli il Palio [=Pallio] da Clemente XII. S. Donato fu il primo Vescovo, martirizzato sotto Valentiniano. E’ notabile il Duomo, la piccola Chiesa degli estinti Gesuiti, il Palazzo della Città, la Piazza, ec. » (Nuova esatissima descrizione …, Venezia Ribboni 1792, a p. 43).

 

Dotazioni

Dalla documentazione di fine sec. XVIII risulta che il postiere doveva tenere per il servizio 8 cavalli da tiro e 1 cavallo da sella  5.

note:

1 ASMi, Comuni, s.n. (fascicolo Censo), Le poste da Milano a Roma, citato in Francesco Senatore, Uno mundo de carta : forme e strutture della diplomazia sforzesca, Napoli 1998, a pp. 436-437.

2 ASMi, Fondo Sforzesco, Potenze Estere, Napoli, 210, cc.32-34, citato in Francesco Senatore, Uno mundo de carta : forme e strutture della diplomazia sforzesca, Napoli 1998, a pp. 437-440.

3 ASFi, Fondo Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, Fabbriche Lorenesi 1821-1825 (2095, 116.1, 1825, 31) e  (2092, 114, 1824,79).

4 ASFi, Segr. Finanze, ant. 1788, filza 643, c.n.n. Descrizione delle poste nel Granducato di Toscana, coll’indicazione delle distanze, che …, da Francesco Scarso, L’organizzazione postale nel Granducato di Toscana (1681-1808), Tesi di Dottorato, Napoli 1996.

5 ASFi, Direzione Generale delle Poste (1709-1808), filza 97, Sussidi e canoni governativi per le poste (v. Scarso, op. cit., p. 109).

6 ASFi, DGP 1709-1808, filza 88, c. 65.